
Il sindaco di Parigi Bertrand Delanoë ha dichiarato, in occasione di un incontro con i giovani del Partito Democratico, alla presenza del segretario Dario Franceschini, presso il teatro Odeon della capitale francese, che difficilmente intratterrà con il sindaco di Roma Gianni Alemaano lo stesso tipo di rapporti che ha tenuto in passato con i predecessori Francesco Rutelli e Walter Veltroni, visto il suo esordio come sindaco con il saluto fascista.
Alemanno è saltato su tutte le furie, dichiarando che queste sono dichiarazioni false e di grave rilevanza per quanto riguarda i rapporti istituzionali tra le due città, che potrebbero portare alla rottura del gemellaggio. Ha fatto sapere, inoltre, di aver dato mandato all'ambasciatore italiano in Francia di muovere gli opportuni passi diplomatici per risanare lo strappo.
E' vero, Alemanno non ha salutato la folla tendendo il braccio al momento della sua elezione, questo è un fatto. Ma è anche un fatto che la folla accorsa per festeggiarlo agitava per chissà quale nostalgico avvenire la destra tesa in saluto al nuovo sindaco. Così come sono un fatto le bandiere con la croce celtica che hanno attraversato la città nei festeggiamenti post-elettorali, stesso simbolo che Alemanno ammette di portare al collo, in ricordo di un amico deceduto. Come ancora è un fatto la militanza nel Fronte della Gioventù, le vicende giudiziarie legate ad aggressioni, resistenza a pubblico ufficiale e lancio di esplosivi contro l'ambasciata sovietica.
Alemanno non ha risposto al saluto fascista della sua gente in festa, ma ha risposto sorridendo, agitando vessilli tricolore e versando spumante sulla folla. Come rispondere "altrettanto" ad un augurio di buona giornata.

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